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LE NOVE DEE NAVADURGA

“È il potere inscrutabile di Maha Maya (la Grande Illusione o Shakti), che unisce le anime umane insieme attraverso l’amore e conduce all’attaccamento tra di loro.  È l’Energia Creatrice dell’Universo e costituisce la causa della sua conservazione. Andate, adoratela e propiziatela”.(come Maharishi Medhas dichiara nel Markandeya Purana)
LE NOVE DEE “NAVADURGA” – I NOVE ASPETTI DELLA DEA DURGA, L’ISHTAR INDÙAvviciniamo in questo breve scritto il tema dei nove aspetti della Dea Durga, l’Ishtar indù. Come sottolineato anche in altri scritti, la religione del subcontinente indiano ha il grandissimo vantaggio di aver conservato una Tradizione autentica ed ininterrotta di devozione alla Madre che risale indiscutibilmente alla notte dei tempi. Nel corso degli ultimi decenni anche il mondo occidentale ha visto un’esplosione di interesse per la spiritualità della Dea, ma solo in India questa saggezza è stata conservata integra tale da costituire davvero una delle Vie di liberazione dell’essere. Introduciamo quindi un’analisi di una delle più importanti festività dedicate alla Dea, Navaratri, con le sue raffinatissime corrispondenze cosmogoniche ed escatologiche. La celebrazione delle nove dee “Navadurga” ci introduce quindi al raffinatissimo tema della manifestazione dell’Energia-Shakti attraverso una Triade che diviene una Enneade, tematica che abbiamo tentato di analizzare nei suoi aspetti più universali connessi all’anatomia esoterica, aldilà del suo collocarsi in una specifica Tradizione. Come spesso premettiamo, questo articolo ha un mero scopo divulgativo ed introduttivo a tematiche che meriterebbero, a loro volta,  una ben più ampia trattazione.(Blog di Maria Kali©. Vietata la riproduzione parziale o totale dei testi senza autorizzazione. Per l’autorizzazione contattare l’Autrice.)
Per approfondire la connessione tra Durga e Ishtar consultare questo articolo:

http://tempiodelladea.blogspot.it/2017/05/ishtar-durga.html
IL SIGNIFICATO SIMBOLICO DI DURGA E DELLE SUE OTTO BRACCIAUNA BREVE INTRODUZIONE

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La Dea Durga, il cui nome letteralmente è traducibile come “l’Inaccessibile”, rappresenta la Grande Madre per eccellenza ed è il simbolo dell’Energia Manifesta.  Poiché l’Universo nasce attraverso l’Energia, essa viene definita “Madre”. Tutti nascono attraverso una madre, quindi, il potere che ha generato l’universo è conosciuto come Madre, Shakti, Energia o Durga. Le otto armi di cui è dotata Durga sono rappresentative degli otto principi di energia. Secondo la metafisica dello Yoga il mondo è innanzituttopercezione: esso viene percepito dai cinque sensi senza i quali, così come lo conosciamo, non esisterebbe. Questi cinque sensi sono connessi ad altri tre grandi principi, noti come Tempo, Mente e Spazio. I cinque sensi, più questi tre principi, costituiscono un’unità totale e sono conosciuti come le otto braccia del potere divino. Senza di essi non saremmo in grado di relazionarci al mondo, né di conoscerlo nella sua forma, quindi relativa, con cui ci è noto.
DURGA COME TRIPLICE DEA: LA TRIADE “TRIDEVI”Nell’ambito dei nove giorni della festività, Durga come Grande Dea viene adorata in primo luogo nella sua forma triplice, Tridevi, a significare la prima scissione del Principio Creatore nella Trinità, da cui origineranno a loro volta le nove Dee. Questa concezione è presente nel testo Devi-Mahatmya (parte del Markandeya Purana), datato tra il quinto e il sesto secolo e considerato una delle opere più importanti per lo Shaktismo. Esso viene recitato durante la festività di Navaratri ed è composto di tredici capitoli divisi in tre parti corrispondenti alle tre dee. Il Devi-Mahatmya definisce l’energia cosmica aggregata come Mahamaya o Devi che si manifesta nelle tre Grandi Dee Mahalakshmi, Mahakali e Mahasaraswati, rispettivamente consorti della trinità indù  Vishnu, Rudra Shiva (Maheshwara) e Brahma. Il testo percepisce la Devi-Energia Manifesta principalmente come redentrice del ‘durgam’, l’Inaccessibile.

La Dea triplice Tridevi

Durga come triplice Dea assume quindi nei nove giorni questi tre aspetti: Maha Kali, Maha Lakshmi e Maha Saraswathi. Durante le prime tre notti viene venerata Kali (o Durga stessa o Parvati), poi Lakshmi nella quarta, quinta e sesta notte, infine Saraswati nella settima, ottava e nona notte. Da un punto di vista microcosmico ed individuale, secondo alcuni autori indiani, esse corrisponderebbero alla nostra immagine tradizionale della Giovane, della Madre e dell’Anziana, poiché le pratiche sarebbero innanzitutto volte a creare uno stato indifferenziato (Kali, che elimina il retaggio del passato), in cui si individuano le nuove potenzialità (Lakshmi, che elargisce doni) e la Conoscenza per realizzarle (Saraswathi, signora delle Arti, intese come capacità d’azione). A sua volta ognuna di queste Grandi  Dee include, in un sapientissimo gioco di matematica sacra, tre delle nove manifestazioni di Durga (che analizzeremo in seguito).Dal punto di vista macrocosmico la Triade corrisponde ai componenti ultimi della materia chiamati tre Guna (qualità) secondo il Sankhya: Tamas, Rajas e Sattva – rispettivamente il principio di inerzia (ignoranza), il dinamismo (la passione) e l’elemento illuminante del manifesto (la virtù).  In ognuna delle tre parti del Devi-Mahatmya la Grande Dea affronta e sconfigge diversi demoni, dunque manifestazioni degli aspetti negativi della specifica qualità.

LE TRE DEE E I DEMONINel Devi Mahatmya la Dea si trova ad affrontare vari esseri demoniaci, che hanno ovviamente valore simbolico rispetto agli stadi di trasformazione: in primo luogo, come Maha Kali, affronta la coppia di demoni Madhu e Kaithabha (simbolici del desiderio, della rabbia e dell’avidità, conosciuti come Kama, Krodha e Lobha). Nella seconda sezione Maha Lakshmi affronta i demoni Mahishasura e Raktabija (simbolici delle fluttuazioni del mentale, Vikshepa, la distrazione) e nel terzo Maha Saraswathi affronta i demoni Sumbha e Nisumbha (simbolici dell’ignoranza, Avidya). 

LE TREE DEE E LA GENESI DEI COLORIRiteniamo interessante accennare alla teoria della genesi dei colori rapportandola proprio a questa Triplice Dea e, a sua volta, alle nove dee. La Coscienza, tradizionalmente associata alla pura luce si manifesterebbe nel colore bianco che include ogni colore (per questo definito trigunatmika, cioè includente tutti i Guna, le qualità). Discendendo dai piani più rarefatti a quelli più densi, essa assumerebbe anzitutto i colori rosso, giallo  e blu, non a caso i colori primari,  che tradizionalmente sono associati alla tre Dee Maha Lakshmi (o Durga come Maheshasuramardini), Maha Saraswathi (o Durga come Shumh-Nishumh Vinashni) e Maha Kali. Successivamente, nell’accelerarsi della lunghezza d’onda, la luce si divide a sua volta in nove ulteriori colori che corrisponderebbero alle nove dee Navadurga (elencati dopo). Tale sarebbe dunque la manifestazione della Shakti come energia Luminosa, simbolo del frazionarsi della pura Coscienza nell’Energia molteplice e “colorata”, cioè satura di impulsi psichici individuali.

IL SIGNIFICATO COSMOLOGICO ED ESCATOLOGICO DELLE NOVE NOTTINella cosmologia indù sono contemplati nove aspetti celesti (i Navagrah): Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, il Nodo lunare Nord e il Nodo lunare Sud. In linea generale la festività connette i nove aspetti della dea Durga ad un sistema assai complesso relativo a queste corrispondenze astrologiche, all’anatomia yogica (i “Nove Cancelli”- aperture del corpo e i nove chakra) e alle relative tendenze psichiche dell’essere.Dopo una breve introduzione relativa alla festività e al suo mito d’origine, ci occuperemo di analizzarla alla luce di tali corrispondenze, che ne danno il valore universale aldilà del suo collocarsi in un sistema religioso specifico.
LE NOVE NOTTI DELLA DEA DURGA E IL DECIMO GIORNO“Navaratri, letteralmente le “nove notti”, è una festività dedicata all’adorazione della Devi o Śakti, la Madre divina;  il decimo giorno viene chiamato Vijaya Dashami – il “vittorioso decimo giorno” che conclude Navaratri. Questa festività ha fortissime connessioni con l’anatomia yogica e l’astronomia indù poiché cade sempre tra due fasi naturali, l’inverno e l’estate, quando la stagione cambia ed i pianeti e l’atmosfera sono utilizzabili per il progresso delle composizioni chimiche negli esseri umani. Nelle sacre scritture, in particolare nei Purana e nei Dharma-shastra, sono menzionate due Navaratri: la Vasantanavaratri e la Sharanganavaratri, rispettivamente una di primavera e una d’autunno. Di fatto però la prima non è molto praticata e ha lasciato il posto a quella autunnale che ha invece largo seguito. I festeggiamenti iniziano con l’arrivo della luna nuova del mese lunare di Ashvina (settembre-ottobre) e si protraggono per nove giorni. Durante Navaratri si svolgono dei rituali, si legge il testo chiamato Devi-Bhagavatam o Devi Mahatmya (Durga Saptashati, 700 versi su Durga) , si danza, si canta, si osservano usi e costumi che possono variare molto tra loro, a seconda dell’area geografica, delle distinte tradizioni e delle usanze delle singole famiglie. Molto diffusa è comunque la pratica di modellare effigi della Devi in argilla che vengono poi immerse nell’acqua il decimo giorno. Navaratri è conosciuta, soprattutto nel nord dell’India, anche come Durgotsava, la festa di Durga, in cui si venerano le nove forme di Durga. Navaratri è una festività particolarmente cara alle donne di tutto il mondo e di tutte le età; in questi nove giorni infatti, le donne sono venerate e rispettate in quanto espressione più pura della Devi, della Madre. In molte tradizioni le donne della famiglia sono invitate a sedere nella casa e simbolicamente vengono adorate come la Devi, viene offerto loro, cibo, semi di cereale, abiti nuovi, danze, ecc. Navaratri segna per molti anche un nuovo inizio, un momento in cui ci si libera dal passato e si ricomincia con energie spirituali vivificate e più forti. Al termine delle nove notti, il decimo giorno, si celebra la festività nota come Dasahara, ciòè che dissolve le dieci colpe o errori. Questo decimo giorno è anche noto come Vijayadashami, “il decimo giorno della vittoria”. Quest’ultimo nome fa riferimento a un mito presente nei Purana in cui è narrata la nascita di Durga e l’origine della Navaratri.

LA NASCITA DI DURGAIl mito narra che un tempo il demone (asura) Mahish si sottopose lungamente a una dura ascesi (tapas). Come premio per tale impegno ricevette dal Dio Shiva la possibilità di non poter essere ucciso da nessun uomo o Deva (Dio). Soddisfatto dunque di tale conquista, e confidando nella sua invincibilità, il demone Mahisha iniziò a praticare ogni sorta di angheria, provocando il terrore e il disordine nei tre mondi. Gli Dèi iniziarono ad allarmarsi per l’operato del demone e si riunirono per cercare una soluzione. Dal momento che Mahishasura non poteva essere sconfitto da nessun uomo e da nessun Dio, gli Dèi si rivolsero alla Shakti suprema e le chiesero aiuto. Solo una Devi infatti sarebbe stata capace di annientare il demone malvagio. Fu così che le tre supreme Devi, Lakshmi, Sarasvati e Parvati, unirono le loro energie insieme e diedero vita a una Shakti dall’aspetto fiero e terribile: Durga. Questa Devi ricevette a sua volta il potere e le armi di tutti gli Dèi uniti insieme così da diventare una Potenza indistruttibile. Mossa da una profonda compassione verso tutti i suoi figli dell’Universo, Ella si confrontò con il demone Mahisha con il quale lottò per nove notti. Spossato dalla forza della Devi, il decimo giorno, il demone fu trafitto dal trishula (tridente) di Durga che da quel momento fu nota anche con il nome di Mahishasuramardhini, “Colei che sconfisse il demone Mahisha”.

NAVARATRI E L’ANATOMIA YOGICACome già citato nella festività di Navaratri si cercano le benedizioni dei nove pianeti per contemplare le loro influenze psichiche che si riflettono nella nostra vita quotidiana. Analogamente, secondo l’anatomia yogica, il corpo umano ha nove aperture (i cosiddetti “Cancelli”): due per vedere – occhi (Chakshu), due per l’ascolto – orecchie (Karna), due per la respirazione – narici (Nasika), una per parlare e mangiare – bocca (Noaru), una dell’ano (Malotsarjan) e una urinaria (Mutrotsarjane). Dalla percezione, attuata attraverso questi Nove Cancelli, nascono gli impulsi che ci agitano nel mondo. Non a caso questa festività, composta di nove notti e di un decimo giorno, viene chiamata anche “Dasha Hara” che è la termine sanscrito che indica proprio la contemplazione di dieci tendenze innate dell’essere: Kama vasana (lussuria), Krodha (rabbia), Moha (l’attaccamento), Lobha Mada (l’arroganza), Matsara (la gelosia), Swartha (l’egoismo), Anyaaya (l’ingiustizia), Amanavta (la crudeltà), Ahankara (l’Ego). Inoltre le nove Dee, nove aspetti di Durga, vengono anche connesse ad un sistema di nove chakra, come si vede nell’immagine.

nove dee navadurga

LE NOVE DEE NAVADURGAOgnuno dei nove aspetti di Durga viene dunque identificato da una specifica dea, ognuna delle quali è associata al suo rispettivo pianeta, ad un colore, ad una precisa iconografia (sotto forma del veicolo, numero di mani e oggetti detenuti), ad uno dei chakra, ad un mantra per l’invocazione (di solito ripetuto 108 volte ad ogni seduta durante il periodo di Navratri) e ad un giorno dedicato al culto durante Navratri. Premettiamo che, soprattutto sul tema delle corrispondenze astrologiche, spesso non vi è concordia tra i vari Guru.

Di seguito elenchiamo le nove forme della dea Durga (Devi-Mahatmya, 3-5) per i dieci giorni del festival (immagini dell’artista R. Behera dal sito Exotic India):

Giorno 1 – Shailaputrī: colore verde, è la Dea come Natura, il suo pianeta è la Luna e il suo chakra mūlādhāra.

Le nove notti di Navratri cominciano con l’adorazione della Dea Shailaputrī, prima forma di Durga. Essa viene rappresentata con in mano un tridente ed un loto mentre cavalca il toro Vrishabha. Ha aspetto grazioso e benevolo ed è ornata di un crescente lunare sul capo. Letteralmente Shailaputrī significa “figlia della montagna”,  dunque la Dea viene assimilata a Parvati e Hemavati. Essa viene considerata Signora e protettrice delle foreste. La dea è Prakriti ed ha cura di tutti gli organismi viventi, tra cui gli esseri umani, gli animali, gli alberi, gli arbusti e le piante, sin anche gli esseri più piccoli viventi sulla Terra. Maa Shailaputrī  è la dea del chakra muladhara e al risveglio di questa Shakti si ha il potere e la forza per affrontare le sfide della vita. Nella Navratri puja del primo giorno, lo Yogi deve tenere la mente concentrata sul muladhara, quale punto di partenza della disciplina spirituale.


Giorno 2 – Brahmachāriṇī: colore indaco, rappresenta la Devozione, il suo pianeta è Marte e il suo chakra svādhiṣṭhānaDurga ha due braccia che tengono un rosario e un vaso d’acqua. La Devi Brahmacharini rappresenta dunque il secondo aspetto della Dea Durga. Come il suo nome indica ‘Brahmacharini ‘, ella presiede a ‘ Brahm ‘ (pratiche ascetiche). ‘ Brahma ‘ qui si riferisce quindi al suo aspetto meditativo di Brahmacharini come colei che compie intense tapas (pratiche ascetiche). La Dea Brahmcharini benedice con grande forza emotiva e si può essere in grado di mantenere l’equilibrio mentale e la fiducia anche nell’ora più buia. Ella ispira a mantenere la propria etica ed a marciare sulla via del dovere. Le sue benedizioni aiutano a sbarazzarsi di egoismo, l’ego, avidità e pigrizia. La Devi è associata al pianeta Marte (Mangal) ed è raffigurata mentre tiene un Kamandalu (contenitore d’acqua) nella sua mano sinistra e un rosario nella destra; indossa una sari bianca dal bordo arancio brillante e una collana di bacche Rudraksha come ornamento. Quando Shaila Putri risveglia la sua essenza d’amore verso il Dio Shiva, decide di eseguire una rigorosa Tapasya o Yoga Sadhana (disciplina, penitenza) per deliziare Mahadev (Shiva). Brahmacharini è la dea della sapienza e della conoscenza. Ella è sinonimo di amore, affetto e lealtà. Inoltre, nota come ricettacolo di saggezza e conoscenza, la Devi pratica un’austerità colma di devozione ed è la strada all’emancipazione – Moksha. Il suo culto aumenta il senso di sacrificio, le buone azioni e la moderazione.

Giorno 3 – Chandraghaṇṭā:  colore rosa, rappresenta la Bellezza, il suo pianeta è Venere il suo chakra maṇipūraIn questa forma Durga ha dieci braccia e cavalca una tigre. Porta un arco, una pentola, un loto, un rosario e una spada. È bella come la luna. Poiché la Devi è ornata sulla fronte di un crescente lunare (Chandra) e da una campana (Ghanta), che terrorizza i demoni, ci si è rivolge a Lei come Chandraghanta. Ella è un simbolo di pace, serenità e prosperità, Maa Chandraghanta ha anche tre occhi e dieci mani che tengono dieci tipi di spade, armi e frecce. Ella stabilisce la giustizia e conferisce ai suoi devoti il coraggio e la forza per combattere le sfide. Il suo aspetto può essere quello di una fonte di energia che è sempre volta a reprimere il male ed i malvagi. Tuttavia, per i suoi devoti, Maa è serena, dolce e tranquilla ed aiuta anche a raggiungere l’illuminazione spirituale. Il suo idolo, che simboleggia sia la bellezza che il coraggio, dà la forza per mantenere l’energia negativa a distanza e respingere tutti i problemi dalla tua vita.


Giorno 4 – Kuśamāṇḍā : colore viola, rappresenta l’inizio,  il suo pianeta è il Sole e il suo chakra anāhata

Durga ha otto braccia e guida una tigre. Ha una pentola, una freccia, un loto, un disco e un rosario.  Kushmanda Maa, quarta manifestazione di Durga , si dice abbia un nome che è un compendio di conoscenza e di segreti. Se viene pronunciato il suo nome in modo corretto, il che significa che la lingua va verso l’alto quando si enuncia il “sha ” sanscrito e ” anda” – che sono conosciute come le consonanti “retroflesse” – si dice che si sia compiuta la metà della nostra opera di invocazione indirizzando il nostro parlare verso il cielo ( akash – da dove proviene la luce ) al Sole, in cui dimora la Dea. Considerata da alcuni come la Madre del Sole, ella ne porta il calore, la luce e la chiarezza sulla Terra, in quanto Brahmanda, l’uovo di Brahma, è conosciuto come il cosmo, Ku – Ushma – il suo nome significa ‘l’uovo cosmico’. Ella è considerata la creatrice dell’universo come l’”Uovo di Luce nel mondo”,  che, illuminando ogni cosa, fa conoscere ogni cosa. Secondo la mitologia indù, Vishnu è stato in grado di iniziare a creare l’universo quando Maa Kushmanda sorrise come un fiore che sbocciò con una gemma. Ella ha creato il mondo dal nulla, dal buio eterno. Da quando ha creato l’universo, è chiamata Adiswarup e Adishakti. Kushmanda Mata rappresenta Anahata Chakra, il suo veicolo è una tigre e ha otto braccia. Nelle otto mani tiene la situla (Kamandul), l’arco, la freccia, un barattolo di nettare (Amrit), disco, mazza e un loto ed un rosario e benedice suoi devoti. Ella  è anche conosciuta come Ashtabhuja. Ha un viso radioso e un corpo di carnagione dorata. Maa risiede nel nucleo del sole e quindi controlla il Surya Loka.

Giorno 5 – Skandamātā: colore giallo, rappresenta il l’impegno e il duro lavoro, il suo pianeta è  Mercurio e il suo chakra viśuddha

Durga ha quattro braccia e cavalca un leone. Ha un loto, una pentola e una campana mentre la quarta mano è benedicente. La Devi Skandamata, come ulteriore manifestazione di Parvati, partorisce Kartikeya, noto anche come Skanda (il “getto del seme”). Questo dio, pur essendo il figlio di Parvati e Shiva, fu allevato da sette sorelle, la Kritikas, le cui stelle brillano così intensamente – e così vicino alla Terra – che i Greci le conoscevano come le sette sorelle, le Pleiadi. Questa Dea è pura compassione e nutrimento, ha quattro braccia, tre occhi ed una carnagione luminosa; cavalca un leone. Con la mano destra Ella mostra abhaya mudra (“non temere”), mentre tiene il figlio in modo sicuro con l’altra; le altre due mani sorreggono due fiori di loto.

Giorno 6 – Kātyāyanī: colore arancione, rappresenta il coraggio, il suo pianeta è Giove e il suo chakra ājñā

Durga ha quattro braccia, tre occhi  e cavalca un leone. Ha una spada, uno scudo e un sacco. È un altro aspetto di Madre Kali. C’era una volta un grande saggio di nome Katia ed era suo desiderio che Maa Durga nascesse come sua figlia, così praticò intensamente lo yoga per diversi anni per compiacere gli Dèi.  Questa Dea viene chiamata Katyayani, poiché il saggio fu il primo ad avere il privilegio di adorarla prima che ella uccidesse il terribile demone Mahishasura. Katyayani Mata cavalca un leone, il suo aspetto è estremamente divino e radioso, la sua carnagione è dorata, luminosa e raggiante.  Tiene una spada nella mano sinistra e un giglio nella destra. Le altre due mani rispettivamente mostrano il mudra di protezione e del dono. Divinità particolarmente adorata dalle donne, se si fa voto di digiuno ed adorazione, lei le benedice con l’amante voluto e pregato. Si può adorare Maa Katyayani anche per rimuovere gli ostacoli che possono causare ritardi nel matrimonio. Maa benedice anche con salute e ricchezza e, adorandola, si può sviluppare una grande forza per lottare contro tutte le malattie, i dolori e le paure. Tutti i quattro scopi della vita – Dharma , Artha , Kama e Moksa sono a portata di mano di un sàdhaka che adora Katyayani con devozione e fede.

Giorno 7 – Kālarātrī: colore blu, rappresenta l’Illusione, il suo pianeta è Saturno e il suo chakra sahasrāra

Durga ha quattro braccia e porta una spada, un’arma e un cappio. Cavalca un asino. È crudele e violenta e, tra le manifestazioni della Dea Durga, è certamente la più spaventosa per rammentarci che la vita ha anche un lato oscuro. La sua immagine è inquietante: mentre la maggior parte di altre forme di Durga cavalcano leoni o tigri, Kalratri Maa cavalca un asino, è nuda, scapigliata, il suo colore è quello della mezzanotte nella notte di luna, i suoi ornamenti sono costituiti da un’arma irta di spine (forse un fulmine) e da una scimitarra sanguinante. Ha tre occhi raggianti come un uovo cosmico. Fiamme terribili appaiono quando inala o esala l’aria attraverso le narici. Ma i suoi devoti non devono temere, poiché ella vince la paura, l’illusione e l’oscurità. Oltre a infondere nei suoi devoti coraggio e serenità, la Dea dà anche Siddhi e Riddhi, realizzazioni e prosperità e il suo culto è uno dei più potenti mezzi di rimozione delle vibrazioni negative, magia nera, influenze maligne ed altri ostacoli simili. Ella governa Saturno, liberando i suoi devoti dalla sua influenza, e mostra il mudra abaya (“non temere”) con una mano e varada mudra (il dono) con l’altra. Si disintossica lo spirito, la mente e il corpo con la sua devozione. Per i tantrika e i Kashmiri Shaiva, Ella è Pratyahara, il dipanarsi del Verbo, così come Mahakali, un altro dei suoi nomi. Indossa le 51 sillabe intorno al collo nella guisa di teste mozzate. I tantrici la adorano dopo la mezzanotte.

Giorno 8 – Mahāgaurī: colore Rosso e rappresenta la purezza, il suo pianeta è il Nodo Lunare Nord Rahu e il suo chakra è l’ottavo, sopra la corona della testa

Durga ha quattro braccia e porta un’arma e un tamburo in mano. Cavalca un toro. È la Grande Dea Bianca. Le sue due mani sono in posizione di benedizione.Nel giorno precedente il suo colore era nero come la mezzanotte, oggi Ella è splendente di bianco, come il suo nome suggerisce (Gauri significa “bianco”). La sua carnagione è come quella di una conchiglia, color della luna o del gelsomino. Ha sempre di otto anni, ha quattro braccia e la sua carnagione è la più bella di tutte le Durga Shakti; Mahagauri irradia pace e compassione. La sua mano in alto a destra è nella posa di placare la paura e la mano in basso a destra in possesso di un tridente. La mano in alto a sinistra tiene una damaru (il tamburo a due teste), regalo di Shiva, e quello inferiore è nella posa di concedere doni. Vestita con un sari bianco o verde, è spesso raffigurata a cavallo di un toro. Le cosiddette “austerità” sono indicati come “tapas” nella tradizione indiana, che significa in realtà “riscaldamento” o anche “bruciore”, quindi come risultato delle tapas di Parvati la sua pelle era annerita dal fuoco delle sue austerità – e come Kalratri Ma – ha sconfitto i nemici degli Dèi. Nell’ottavo giorno il dio Shiva bagna Parvati con le acque del Gange, ed ecco, il nero dilavato rivela l’incontaminata Dea, il cui volto somiglia alla Luna.L’ironia divina degli opposti si rivela in Mahagauri Maa, e per coloro che possono rendersene conto, Lei concede gioia e il potere.
Giorno 9 –  Siddhidātrī: colore grigio, rappresenta ciò che viene concesso, è associata al Nodo Lunare Sud Ketu e all’ultimo chakra al di sopra della corona

La Dea Siddhidatri ha quattro braccia, il suo veicolo è un leone, siede su un fiore di loto e tiene un Chakra nella mano destra bassa e una mazza in quella alta. In basso a sinistra ha una conchiglia e nella mano in alto a sinistra un fiore di loto. È circondata da gandharvas, demoni, dèi e yakshas. Nel decimo giorno di Navratri , invochiamo e adoriamo Siddhidatri Ma, che non solo è adorata dagli esseri umani, ma anche dagli Dèi e Dee, Demoni, Gandharva (musicisti celesti), Yaksha (spiriti della Terra), e Siddha. Prima dell’esistenza del Tempo, Il Divino Femminile, Shakti, esisteva solo nel potenziale, non manifestato ed indifferenziato, della Coscienza, che personifichiamo come Shiva. Era la parte sinistra del suo corpo non manifesto ed Egli era conosciuto come Ardhanarishwara Mahadev, o Signore metà femminile. L’Eternità, che non può essere misurata, è stata improvvisamente scossa dal desiderio cosmico della Coscienza di conoscere se stessa. Questa desiderio ha separato la Adi Shakti (o Para Shakti, la Shakti Primordiale) dal lato sinistro di Shiva, come Specchio Cosmico, in modo che la Coscienza potesse guardarsi e conoscere se stessa. E in effetti Shiva, tentando di guardarsi allo specchio per vedere se stesso, vide Adi Shakti come suo riflesso, quindi come Soggetto della Coscienza ebbe il primo darshan dell’oggetto della coscienza. Questa gioia nel vederlo è diventato l’articolazione “AA” che chiamiamo Aanand Shakti e nell’adorarla possono essere realizzate tutte le potenzialità.Dopo il completamento del culto a Siddhidatri il devoto transita spiritualmente nella dimora divina della Devi ed Ella lo benedice in eterno.Shanti!!

“Ciò che è chiaro e attraente per lo Yogi non è interessante e rimane sconosciuto all’uomo mondano. Questa è la natura di questo mondo (…) “.
(S.Baba, SSS, Vol. VIII, dis dtd 12-10-69, p. 107)

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